Pagina:Serao - Dal vero.djvu/226

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domenica. 223

fanno affari stupendi. Sentite e fremete, amici miei; nel delizioso boschetto di Capodimonte, dove le ninfe e le driadi hanno dovuto danzare al suono della siringa e della zampogna, dove il gran Pane ha dovuto avere un altare; là, sotto quegli alberi sacri e poetici, le famiglie della borghesia stendono la tovaglia e stappano le bottiglie!

— È di domenica — esclama il giornalista — di domenica che si tengono le conferenze filologiche, i comizi repubblicani e le accademie di musica tedesca, tormento della nostra infelice classe!

— Se andate al teatro — riprese Pietro, riacchiappando il mestolo sfuggito — sono sempre drammacci da arena o musiche di ripiego che piacciono al pubblico grosso; il quale pubblico vuol godere soldo per soldo i franchetti che ha spesi ed applaudisce dove non deve e chiede dei bis insopportabili e si abbandona ad entusiasmi stupidi! Quando avete finita la vostra noiosa giornata, tornando a casa, incontrate ancora della gente che passeggia e parla ad alta voce e ride; a casa vostra non potrete nè scrivere, nè prender sonno, perchè dirimpetto al vostro balcone si balla allegramente al suono di un chitarrino ed al lume di due lampade a petrolio. Oh lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato, siate benedetti!