Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/102

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98 per monaca


gurata in quella chiarità: poi era saltata sul ponte, dove si ballava una gran quadriglia e nel suo raggio, nel circolo processionale del moulinet femminile comparivano, leggiadrissime, le due sorelline Sannicandro, dagli occhioni imbambolati nella luce, le due sorelle Gaston, i cui capelli biondi parevano un ruscello d’oro. Maria Gullì-Pausania dal profilo saggio e puro di Minerva, dall’incesso regale, Giulia Capece che la bianchissima luce circondava di una aureola nivale, e dietro, sempre in tondo, la fila dei bei volti muliebri, sorpresi, lusingati da quella luce. Da capo il raggio scialbo e chiarissimo erasi posato sul castello di prora inondando di luce le due testine curve di Giovannella Sersale e di Felicetta Filomarino; e Giovannella, nel pallore del suo volto emaciato, pareva quasi spettrale, Felicetta pareva quasi abbarbagliata, circonfusa di candore, entrambe corrose dallo stesso male. Come la luce si muoveva, era un gridìo confuso e allegro di sorpresa, un rifugiarsi di persone timide negli angoli oscuri, un aggrupparsi di ragazze e di giovanotti, come per la posa di una fotografia; dal castello di prua la luce era giunta ai piedi del castello di poppa: — sulla porta del buffet Elfrida Kapnist, ritta, insolente, tendeva un alto bicchiere di cristallo a Willy Galeota che vi versava contemporaneamente, da due bottiglie, del bordeaux e dello champagne, ed ella rideva, rideva, senza scomporsi, coi ricci nerissimi che le coprivano la fronte e il pallido-bruno viso di zingarella provocatrice; appoggiata al parapetto, sempre immobile, sempre sola, guardando la riva di Castellamare. Olga Bariatine aspettava Massimo Daun, ma non aveva più