Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/137

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

nella lava 133


attaccato alle gonnelle di Elena De Pasquale, la più carina delle due sorelle: le De Pasquale erano invidiose pei grossi orecchini di corallo di Riccarda Galanti e pel braccialetto d’oro, eternel, di Emilia Galanti.

— Chiamate! Chiamate! — urlò, di dentro, il marinaio.

— Trentanove, quaranta! — strillò il signor Canavacciuolo, facendosi aria con un ventaglio cinese di carta, da cinque soldi.

Caldissimo batteva il sole di agosto, sulla copertura di legno del salone di aspetto. Era piuttosto una grande loggia coperta, poggiata su grosse travi che le onde non arrivavano a scuotere, legata alla spiaggia da un corridoio di legno che scricchiolava sotto i passi delle persone. Era una loggia sfinestrata, dalle tende che battevano al vento fresco di ponente e che lasciavano vedere il gran mare azzurro e scintillante, il gran mare, poetico, giovane e fragrante: anzi quando si sollevava una mezza tenda, a sinistra, si vedeva il Vesuvio, di un bigio delicato, impennacchiato mitemente di bianco. Enrichetta Caputo entrò, seguìta dalla madre: e i begli occhi della fanciulla, ammiccavano, cercando qualcuno. Era semplicemente vestita di tela cruda, con un colletto alla marinara, molto aperto, che lasciava vedere il collo bianco, con le scarpette di copale e le calze azzurre: ma il vestito valeva venti lire, le scarpette dieci e le calze erano di cotone, un insieme poverello, poverello, con cui ella riusciva ad esser carina e simpatica.

Dietro di lei la madre, una donna piccola e gonfia, sciamannata, vestita come una serva, con un cap-