Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/181

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nella lava 177


rebbe potuto ballare, il marito guardava in aria, come disinteressato, fingendo di non vedere le occhiate con cui ella gli chiedeva permesso di ballare — ed ella finì per cedere, si levò, tutta bella, al braccio di Gennaro Mascarpone trionfante, mentre il vecchione diventava verde dalla bile. In quel momento si vide che Ciccillo de Marco, il gobbo, mancava e che non vi era nessuno per poter suonare il pianoforte. Furono due o tre minuti di grande confusione, di disperazione. Mascarpone era furioso, borbottava che lui non era abituato a dirigere in case, dove non vi era neppure uno strimpellatore di pianoforte: infine, Matilde Tuttavilla per far divertire tutta quella gioventù si sacrificò, andò al pianoforte, gridò che si dovevano contentare di certi vecchi motivi aggiustati alla meglio per quadriglia. Ora si ballava: tutti e tutte, sottovoce, si meravigliavano di Enrichetta Caputo che ballava, con molta disinvoltura, con Cicalio de Marco, il gobbo.

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Le ragazze, alle undici e mezzo, avevano circondato Gennaro Mascarpone, pregandolo, scongiurandolo, perchè facesse far loro il cotillon: ma egli resisteva, diceva che era impossibile ballare il cotillon senza le cose che ci servono, i mazzolini di fiori, le sciarpe, le decorazioni. Le ragazze protestavano, non importava nulla che tutto questo non ci fosse, egli era pieno di fantasia, avrebbe inventato delle figure, esse si contentavano di tutto, purchè avessero ballato il cotillon: e soggiungevano, sottovoce, se non si ballava il cotillon, le mamme avrebbero subito voluto andar via, non si ostinasse nella sua cattiveria. Gennaro Mascarpone

12 — Il Romanzo della Fanciulla.