Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/29

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telegrafi dello stato 25


genitori non le avrebbero mai lasciato sposare: e si torturava per questo amore, non potendo nè parlargli, nè scrivergli mai. Peppina Sauna pensava al suo bell’ufficiale di marina, dai mustacchi biondi e dai capelli ricciuti, che navigava allora nelle acque del Giappone e che sarebbe ritornato solo fra due anni. Maria Morra, la filodrammatica, amava fedelmente, da cinque anni un impiegato che aspettava sempre un maggiore avanzamento per sposarla e che intanto si consolava, recitando, insieme con lei, la Celeste di Marenco e la farsa: Un bagno freddo. Annina Pescara, terminando di ricevere il dispaccio, pensava al suo studente di legge di secondo anno, che ne doveva studiare altri due per la laurea, altri tre per il diploma di procuratore e aspettare altri quattro o cinque per avere un po’ di clientela o il posto di pretore in qualche paesello della Basilicata. Questi umili, onesti, ferventi amori sgorgavano da quelle anime giovanili, in quel giorno di festa che dovevano passare in quello stanzone pieno di macchine, lontane dalle persone che amavano, lontane dai semplici piaceri famigliari. Ma, subito le discussioni cessarono. La direttrice era venuta dall’altra sala delle macchine, dov’era stata a conferire col capoturno della sezione maschile.

— Che è questo attruppamento, signorine? Ai posti, ai posti, non è permesso lasciare gli apparati!. Torelli, vedete: Napoli-Chiaia vi sta chiamando e voi siete qui a discorrere! — Sanna, avete finito di copiare quel registro che vi ho dato? — De Notaris, vi è un telegramma per Potenza, datelo. — Markò, anche voi imparate a lasciare il posto? Che smania di complottare!