Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/211

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104 SCIÌim DI RENATO SERRA Oli i giorni di Bologna e di Firenze! giorni dei Nuovi Goliardi e del Mago. Intorno al maestro; intendete con discrezione questo intorno, chè la vicinanza era più dell’ani¬ mo che delle persone, e non fn mai chiesuola in pratica ; si agitava, insieme col rivierasco di Re¬ no, un gruppo di giovani come lui, ricchi di spe¬ ranza e di ardire e di franchezza. Avevano gli stessi studi, lo stesso amore della poesia, dell’arte, dell’ eccellenza ; la stessa educazione semplice, e seria : ed erano anche portati o preparati allo stesso dissidio, che fu più largamente di tutta la generazione, fra le aspirazioni ideali e la neces¬ sità del vivere, fra la poesia e l'arte del peda¬ gogo, il tenue vitto e gli errori di ortografia. Ma tutto questo non dava già noia, in quel primo orgoglio di giovinezza! anzi, era accettato lietamente; e divenne una ragione in essi .spiri¬ tuale e poetica, della intimità famigliare, dei so¬ spiri dalle piccole città lontane, della dimesti¬ chezza e della semplicità che rendono un’aria cara e comune a molte scritture loro, di quei tempi. Severino ' in questo somigliava a tutti gli al¬ tri; al Mazzoni, al Marradi, al Pascoli, allo Straccali, al l’anzini, e via via ; lasciatemi met¬ tere insieme questi nomi per un certo colore lo¬ cale, e senza distinzione. Pure aveva qualche cosa in proprio. Passava per uno spensierato, per un bello spirito e bizzar- 1 Ricordate le « gobbe spalle », e il senno col Mais radi; («Tu non sai die (pici nostro vecchio amico....’ IO lltolare «li Liceo!...»); le quartine del Mago e Nostal¬ gia. Anzi questi* cose sue sono per la nostra memoria come il simbolo, il fiore più caro di quel momento comune a tulti.