Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/233

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18(1 SCRITTI IH RKNATil SURRA Discorrendo abbiamo trovata tanta differenza e anche maggioranza del D’A. sopra il Boccac¬ cio e sopiva il Mailpassant. leggendo ci accor¬ giamo che egli piace molto meno di loro. Fermiamoci al Boccaccio. Egli raccontava una novella. Il suo ideale artistico in principio era molto semplice: contentare una brigati! di onesta gente che stesse a sentire, per passar tempo. Il Boccaccio scrive quasi al modo che avrebbe parlato; intendendo a guadagnarsi la grazia degli uditori con una bella trovata e raccontata bene, con educazione e con garbo e in bell'ordine. L’aria piacevole della conversazione non nasce solo da certe formule, che potrebbero essere estrinseche, come il preambolo del narratore, e i commenti e il molto riso delle donne alla line, e i richiami «assai l’avete di sopra udito», e via via. Il fatto non vuol essere già, come direbbe un moderno, rappresentato; ma è raccontato da lui con una cura speciale di abbreviare i particolari inutili, e di rilevare i punti essenziali, di sotto- lineare le arguzie e di spiegare e chiosare one¬ stamente tutto ciò che meglio si presti alla intel¬ ligenza e al divertimento di chi ascolta. Non c’è indugio di descrizioni. Quando è stato chiarito come si ordisca l'ultima trama, all’ef¬ fetto basta un cenno riassuntivo, « Calandrino cosi fece ». E poi tutte le altre circostanze accessorie, pur necessarie al successo, si trovano raggruppate in una rapida esposizione che mette capo al punto essenziale della beffa: « Ragunata adunque una buona brigata tra di giovani Fiorentini, che per la villa erano, e di lavoratori, la mattina vegnente dinanzi alla Ch