Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/244

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


cadenza « T,A PATTITI! A )) 1 !)7 in limitabile; tanto clic è difficile discernere se quel «màndorlo | à primajvera » sia più una consue- i iidine di metafore, o di numeri dattilici. Ma sem¬ pre è cosa vana, non meno che la figura solenne di prima: «era invece ili statura mediocre...... Bisogna avere insistito su questo punto per apprezzare convenientemente il resto della pagina, in cui quella che pare descrizione precisa e pitto¬ resca dell'uomo riesce infine processione di grandi frasi astratte: « Egli aveva una singoiar virtù scimiatica.... e aveva una tale versatilità di aspetti e una tal felice potenza vocale di contraffazioni.... sapeva cogliere il lato ridevole degli uomini e delle cose ». Tutta questa abbondanza è vacua e sommaria. Così di parola in parola si arriva alla fine, e si conosce che cosa possa valere: « Il ■suo uranio era coperto d'ima sorta di la- nui/ìne simile a quella del corpo spiwmato di un'oca i/rassa che ancora sia da abbrustolire ». Questo Maupassaut diffuso e nuotante per il liume dannunziano non ci fa più meraviglia ; e molto naturalmente accettiamo la continuazione retorica. « Or dunque La Bravetta, come vide i suoi amici, li accolse con cera festevole.... ». Anche il cosidetto realismo ha finito di occu¬ parci come un problema. Esso non esiste in D'An¬ nunzio se non come qualità secondaria di una pa¬ rola che per sè è trattata con altro animo; come (piando riprende, pur dal Maupassaut, le battute indimenticabili : « Ces màles allaient, à pus Iranquilles tout le corps eli avant à cliaque mouvement de leur lon- gues jambes torses, défonnées par les rudes tra- vana»; le facce « fanées ai usi que de vieilles poni-