Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/263

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CIÌHT1 IH UIOXAXU SKIIIIA fi una impressione che si collega in me a molte altre, della nuova arte francese ; animata, dal sim¬ bolismo in poi, da spiriti profondi e generosi, tendente a una purezza di ispirazione e a una sin¬ cerità di lirismo, che appare inattaccabile dal punto di vista teorico. Soltanto vien fatto di do¬ mandarsi se non si tratti di una purificazione teo¬ rica appunto e morale meglio che artìstica.... Penso, fra gli altri, a Romain Pollami ; in cui ho trovato un sentimento così serio dell’arte, uno sforzo così assiduo di realizzare la vita nella sua interezza, fondendo i drammi del pensiero e della verità neU’orchestra 'Ielle passioni ; e tutto que¬ sto rimane nella sua pagina in uno stato, per dir così, elementare, come uno schema stimabile e alquanto scarno. Rollami mi ha preso, attraverso la sua povertà, con una forza differente. Non so se ce ne sia altrettanta in Fort; sebbene la natura di costui sembra più fina, più inventiva, più ge¬ nialmente artistica. Ma non è natura creatrice. Nulla si è staccato per forza propria e definitiva dalle strofe che mi son passate sotto gli occhi ; fuor che «leile impressioni un po’ generiche, per quanto non banali, di malinconia, di musica, di leggerezza e sopra tutto di sensibilità abbastanza diffusa e vivace da permettere ai critici giovani di chiamarlo, con dei nomi sottili, fanno, silvano dèmone familiare della terra di Francia. Due versi mi si sono stampati nella memoria, e riassumono perfettamente questa impressione: Tout ino» corps est poreux au vent frais du printenips.... l'art,out j(‘ m'inflnise et purlout suls coutent. Bellissimi versi, prima di tutto; tanto è vero che non li ho saputi mai più scordare. Ma non ci