Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/285

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2.18 SCRITTI HI RENATI! SERRA un’opera di teatro, restringeremo questo volumet¬ to nei limiti della letteratura strettamente intesa. Le notìzie accessorie intorno ai movimenti e all'operosità, che può avere pure un riflesso lei. terario, o nel valore o nella curiosità, hanno po¬ nto in un altro volume. Questo poi non è un repertorio nominativo dei letterati italiani, con cenno biografico e bi¬ bliografico: e non è neanche un capitolo di storia a di critica letteraria. /■; una crona<a; in cui si renile conto dei libri c dei loro scrittori, dal punto ili vista del pubblico che legge e secondo la più comuni; impressione. Ciò non consente personalità di analisi o di idee. In compenso, ci troveremo sopra un terreno sicuro; almeno per oggi. 8’intende che codesta impressione sarà notata nei suoi elementi più sommari e più netti, ren¬ dendo alle parole e ai giudizi il loro valore schiet¬ to, che va perduto nella conversazione; dove xi dice, per esempio, un eccellente scrittore, volendo significare un asino che ci diverte, o un nobile artista, di i/uell’altro che non ci ha fatto niente di male. Scrivendo, conviene rettificare. Infine, è noto che l'impressione del pubblico è spregiudicata, nella sua schiettezza, ed <} fatta di curiosità, ili inesattezze apparenti, ed anche di ombre e di contrasti e di malignità, che nes¬ suno ilice ad alta voce, ma che tutti sentono e raccolgono. Naturalmente la nostra cronaca non poteva se¬ guitare tutti gli umori e i capricci della stagione: ma doveva tenerne conto. Anche certe ingiustizie sono un colore del tempo e un elemento di fatto, a cui non si può pretendere ili sostituire una giu¬ stizia superiore. Almeno io.