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390 Scritti di Renato Serra

non sono di oggi, e riusciranno forse pili potentemente benefiche domani.

Del resto, a voler cavare una conchiusione sul valore di questo momento, troppe cose bisognerebbe soggiungere intorno a uomini e questioni e tendenze, così di critica come di letteratura in genere, per cui qui non c’è posto1. Solo una cosa, sul punto di fermarci, possiamo dire e vorremmo che servisse a rendere un significato comune a molte parole discordi: abbiamo parlato di libri linoni e cattivi, di scrittori felici e infelici, secondo l’impressione che può parere sommaria e indifferente del pubblico. Ma se pensiamo che tutte queste fatiche e uomini appartengono, al di sopra del momento, alla letteratura, cioè alla vita intima e durabile e vera dell’Italia, allora ci scordiamo di quel che piace e di quel che non piace, e vogliamo ricordarci soltanto che butto è cosa nostra e per questo l’amiamo.



1 Riprenderemo, per questa parte, il discorso in un volume <11 ipiesta collezione: «L’Italia d’oggi», della Serio II. Movimenti spirituali e curiosità letterarie. (Del ipiale la materia è: «Critica d’arte e di musica. Filosofia, Storia, Risorgimento, letteratura classica. letteratura straniera. Collezioni di scrittori. Teatro, Riviste e giornali, Movimenti o gruppi giovanili, Futurismo. Nazionalismo, Letteratura religiosa, le Donne»).