Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/32

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
32

deva a peso (87): nei capitoli del dazio sul sale compilati nel 1441 era stabilito che il conduttore ricevesse da Chioggia il sale a misura veneziana di Moza (moggia) e lo rivendesse a peso bergamasco (88), ma ciononostante ancora nello Statuto del 1453 (89), dove si parla di certe obblazioni, vi ha «Sextarios quatuor salis, Mina una salis.» Ora, quale fosse il rapporto fra il peso e la capacità dello staio di sale fortunatamente ce lo fa conoscere lo Statuto dei Dazii, pel quale, come siamo giunti a mettere in sodo che il Modius e la Soma non differivano che di nome, così dallo stesso luogo veniamo a sapere, che due Pesi o 20 libbre grosse di sale formavano il Sextarius (90). Questo fatto conferma perfettamente le nostre ricerche sulle misure dei grani. I nostri antenati partirono da uno stesso principio: 20 libbre di un buon frumento costituivano il Sextarius Civitatis Pergami, allo stesso modo che 20 libbre di sale servirono di base per costituire il Sextarius salis. Se, oltre a questa effettiva, vi fosse anche una maggiore misura di conto detta Modius o Soma, sebbene sia assai probabile, non possiamo affermarlo: piuttosto possiamo tener per certo che vi saranno state tutte le minori suddivisioni dello Stajo, cominciando dalla Mina, che abbiamo veduto nominata nello Statuto del 1453 (v. sotto § 6). — Né mancano altri argomenti che indirettamente ci provino la inalterabilita del nostro Stajo dei grani dal giorno in cui fu costituito fino ad oggidì. Nello Statuto più vecchio è stabilito il prezzo per ogni Modius di calce, ma in una posteriore aggiunta, la quale fu fatta nel 1244 o poco dopo, è ordinato che l'altezza interna delle pareti