Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/44

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misure di capacità dei liquidi e dei grani (il che prova anche più apertamente quanto esse induzioni sieno fondate), ci permettono di affermare, che il Sextarius dell’olio e del vino pesasse 40 libbre di olio o di vino, la Mina 20 libbre, il Quartarius 10 libbre. Ciascuna di queste misure veniva a contenere un numero di libbre di vino o d’olio doppio di quello di frumento o di sale, contenuto nelle misure degli aridi: e questo fatto lo vedremo anche confermato da posteriori ragguagli (v. sotto § 6).

§ 3. Il multiplo del Sextarius era il Congius. In un testamento inedito di Giovanni Camerario, scritto nel 1162, troviamo: «Ecclesie s. Salvatoris Congium unum vini in vinea mea de Canale omni anno relinquo et dono (138);» in una carta d’acquisto fatto nel 1202 di un pezzo di terra in Corno abbiamo: «dare debebat nomine mercati et solutionis unuis congii vini (139);» in altra di affitto del 1211: «reddendo fictum omni anno ipsi monasterio duos congios musti purati (140).» Che il Congio di quest’epoca non contenesse sei Staja, come l’antico Congius romano (v. Introd. § 1), è un fatto che fortunatamente possiamo stabilire coi nostri documenti; e a quella guisa che, dopo la riforma del secolo undecimo, vediamo per alcun tempo conservarsi l’antico nome di Modius, quantunque la primitiva capacita di questa misura fosse totalmente alterata, poi poco a poco entrare in campo nell’uso comune quello di Soma, poichè effettivamente sul peso di questa erano fondate le nuove misure, così vediamo pure pei liquidi mantenuto il nome di Congius, sebbene anch’esso verso la seconda metà del secolo decimo