Pagina:Sillabo.djvu/19

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XI. La Chiesa non solo non dee mai correggere la filosofia, ma eziandio deve tollerarne gli errori e lasciare che essa corregga se stessa.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Gravissimas, 11 decembre 1862.

XII. I decreti della Sede apostolica e delle Romane Congregazioni impediscono il libero progresso della scienza.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Tuas libenter, 21 decembre 1863.

XIII. Il metodo e i principii, coi qnali gli antichi Dottori scolastici coltivarono la teologia, non si confanno alle necessità de’ nostri tempi e al progresso delle scienze.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Tuas libenter, 21 decembre 1863.

XIV. La filosofia si deve trattare senza avere riguardo alcuno alla soprannaturale rivelazione.

Lett. all’Arciv. di Frisinga Tuas libenter, 21 decembre 1863.

N. B. Col sistema del razionalismo uniti sono in massima parte gli errori di Antonio Günther, che vengono condannati nella Lett. al Card. Arciv. di Colonia Eximiam tuam, 15 giugno 1847; e nella Lett. al Vesc. di Breslavia Dolore haud mediocri, 30 aprile 1860.


§ III.

Indifferentismo, Latitudinarismo.

XV. È libero a ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione, che colla scorta del lume della ragione avrà riputato essere vera.

Lett. apost. Multiplices inter, 10 giugno 1851.
Alloc. Maxima quidem, 9 giugno 1862.

XVI. Gli uomini nell’esercizio di qualsivoglia religione possono trovare la via della eterna salute, e conseguire l’eterna salute.

Encicl. Qui pluribus, 9 novembre 1846.
Alloc. Ubi primum, 17 decembre 1847.
Encicl. Singulari quidem, 17 marzo 1856.