Pagina:Slataper - Il mio carso, 1912.djvu/65

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Schifo terribile. Questa è la ragione. Specialmente i capelli e le mani. Sento un untume muschiato che non posso sopportare. Se no, non mi parrebbe niente. Capisco benissimo senza romanticherie. Io dò tanto; tu dai tanto. È pulito. Porca è la società che per pulizia ha chiamato ciò.... amore. (I puntini non sono miei: ma della società. Io non adopero puntini).

Dal caffè dove bevvi petess la sera della calata, sbocca una comitiva di ominacci con barba, vestiti da donna; donne spanciate e altro negrume, urlando, saltando con fanaletti e bastoni. Mi tiro da parte. Sono contento di avere a casa un letto bianco, pulito, senza cimici.

Ma una donna, una femmina, per me, per avvoltolarsi insieme nel letto, per farla urlare di strette e morsi! Questo letto è troppo grande. Troppo soffice. È meglio dormire con una coperta per terra.




Andai a vedere al Credit se mi prendevano impiegato. Appena montai la larga scalinata, piena di stucchi e d’indicibili lampadari, il silenzio del lavoro mi fece poggiare i piedi zitto, come se disturbassi, alla fonte, la pulsazione di un mondo misterioso.

Mi dissero ch’era impossibile perchè avevo fatto il ginnasio e non l’accademia di commercio, e poi non sapevo bene il tedesco.

Appena uscito, vedendo il bel verde chiaro degli orti sotto il Castello, mi tornarono a mente le fantasie puerili