Pagina:Slataper - Il mio carso, 1912.djvu/94

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Sono venuti i bimbi a vederla morta per terra, e ne unghiano la corteccia lichenosa con roncolette dal manico rosso. Sono contenti. M’hanno dato fragole e lamponi. Io mi frego con l’indice disteso il sudore dalle sopraciglia e li guardo.



Vorrei essere piuttosto sorvegliante d’una piantagione di caffè nel Brasile. Ho parlato oggi con un negoziante di qui: dice che sapendo lo spagnolo potrei farlo benissimo. Basta un po’ di durezza. Badare che lavorino.

Dar di frusta non fa male. Avrei piacere di assaggiare quelle larghe spalle di meticci. È strano che la gente non crederebbe io possa essere aguzzino. La gente non crede ch’io sono freddo e calmo e che la loro miseria mi dà semplicemente un senso di noia.

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E io?

Io sono come voi, non badate. Le mani del giovane barbaro sono diventate bianche e deboli come le mani delle femmine. Ora è tempo di sognare: alberi spaccati, schiene frustate, altre cose. Tante altre forti cose.