Pagina:Sonetti romaneschi I.djvu/378

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L'OSTE A SSU' FIJJA


 
     Povera ggente! Uhm! ponno chiude 1 casa,
Si 2 ssopra scià 3 cantato la sciovetta: 4
Se 5 ponno aspettà ppuro 6 una saetta,
Come si ffussi 7 un osso de scerasa. 8
              
     Nun lo vedi quer cane com’annasa?
Che seggn’è? la commare 9 che tt’aspetta.
E nnun zò 10 cciarle: che ggià gglieri 11 a Bbetta 12
J’ha sparato 13 la frebbe, 14 e jj’è arimasa. 15
              
     Eh ssi a mmettese 16 addosso a ’na famijja
Viè la sciangherangà, 17 bz, 18 bbona notte:
Sce fioccheno 19 li guai co la mantijja. 20
              
     Mo vva a mmale un barile, oggi una bbotte,
Domani la cantina; e vvia via, fijja,
Pe sta strada che cqui tte va’ a ffà fotte. 21


10 settembre 1830 - Der medemo


  1. Chiudere.
  2. Se.
  3. Ci ha.
  4. Civetta.
  5. Si.
  6. Pure.
  7. Se fosse.
  8. Di ciliegia.
  9. La morte.
  10. Non sono.
  11. Ieri.
  12. A Elisabetta.
  13. L’è scoppiata.
  14. Febbre.
  15. L’è rimasta, le dura.
  16. A mettersi.
  17. Viene la sventura.
  18. Il suono di un
    === no match ===
    Bacio che i Romaneschi si danno sull’estremità de’ cinque diti raccolti insieme, per esprimere non esserci più rimedio.
  19. Ci fioccano.
  20. Guai solenni.
  21. Ti vai a far fottere, vai in rovina.