Pagina:Sonetti romaneschi II.djvu/136

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L'IMBO


 
     Appena Cristo in barba der pretorio
Risuscitò grorioso e ttrïonfante,
Volò all’Imbo a ccaccià ll’anime sante
Che jje cantorno tutte un risponzorio.
              
     Cuer giorno ebbe comincio1 er purgatorio,
C’averà dda durà ttutto er restante
Der monno, e ffu ccreato er bussolante
Pe le messe d’un scudo a ssan Grigorio. 2
              
     L’Angeli all’Imbo vôto sce metterno 3
L’anime de la piscia e dde la nanna, 4
Ma cquesto cquà nun durerà in eterno:
              
     E cquanno ar giorno de la gran condanna
Nun resterà che pparadiso e inferno,
Chi ssa allora si Ddio dove le manna.5


Roma, 19 novembre 1832 - Der medemo


  1. Principio.
  2. È pia credenza che per ispeciale indulgenza concessa da’ Pontefici alla Basilica di S. Gregorio, ogni messa cantata colla elemosina di uno scudo liberi tostamente un’anima dal purgatorio.
  3. Misero, posero.
  4. I bambini a’ quali si canta dalle madri la nanna.

  5. === no match ===
    Manda.