Pagina:Sonetti romaneschi III.djvu/137

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LE BBAGARINE


 
     Te se sò infrascicate?1 Ôh adesso sbuffa.
È ccalata la piazza?2 Ôh mmó bbarbotta. 3
Che tte discevo? Le fruttajje in grotta
Tanto la va4 mma ppoi fanno la muffa.
              
     Mica c’abbi da dà la robba auffa, 5
Ma cquanno te sce scappa la paggnotta 6
Da’ mmano e sbarza via: nun èsse jjotta. 7
Nun venni, e vvò’ abbuscà?!8 cquanto sei bbuffa!
              
     Li negozzi sò9 bbestie de du’ code.
Una te pò ffà rricca: una te frega. 10
Ecco perché cchi sse contenta gode. 11
              
     Sai che mme canta sempre mi’ marito?
“A invecchià ttroppo er fonno de bbottega
Sce s’arimette12 poi nicch’e ppartito„.13


2 dicembre 1833


  1. Ti si sono infradiciate?
  2. Calare la pizza, vale: “abbassarsi il prezzo dei generi„.
  3. Borbotta.
  4. A lungo può andare.
  5. Gratis. Vedi la n... del Son....
  6. Quando puoi trarne un discreto lucro.
  7. Non esser ghiotta.
  8. Non vendi, e vuoi guadagnare?
  9. Sono.
  10. Ti rovina.
  11. Proverbio.
  12. Ci si rimette.
  13. Nicch’e ppartito; l’unguento e le pezze, e simili, cioè: “i lucri ed il capitale„.