Pagina:Sonetti romaneschi III.djvu/24

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L'AVOCATO DE LE CAUSE SPERZE


 
     Eh ggià, ttutti li guai, tutti li scarti 1
Sò ppe ccausa der Papa a sto paese:
E nnun fuss’io che nn’aripìo li cuarti, 2
Lo voríano3 schiattato in mezzo mese.
              
     Li Cardinali fanno troppe spese:
È er Papa. S’arisenteno l’assarti: 4
È er Papa. S’arricchischeno le cchiese:
È er Papa. S’ariddoppieno l’apparti:
              
     È er Papa. Tutto er Papa, sciorcinato! 5
Lui cressce le gabbelle, cala er pane,
Frega6 er zuddito, bbuggera7 lo Stato!...
              
     Come! cuesto è er linguaggio che ss’addopra
Cor Crist’-in-terra, eh fijji de puttane?
Zitti: e ar Papa, per Dio, ’na pietra sopra.8


Roma, 18 febbraio 1833


  1. Scarti, scartare: passi falsi, errori.
  2. Ripigliare i quarti: modo beffardo, quasi a “riprender le parti; difendere„.
  3. Vorrebbero.
  4. Si risentono gli assalti.
  5. Ciorcinato, cioè: “poverino„.
  6. Tradisce.
  7. Rovina.
  8. Mettere una pietra sopra: seppellire nel silenzio.