Pagina:Sonetti romaneschi III.djvu/25

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LE RICCHEZZE PRISCIPITOSE


 
     Me chiedi si1 ccom’è cch’er terzo e ’r quarto
Ch’ereno2 ggià er ritratto der malanno,
Mó ccrompeno3 li titoli e tte vanno
In carrozz’a bbommè tutt’in un zarto:
              
     Subbito, bbello mio, ch’è ppiú dd’un anno 4
Che mmonteno la scala de l’apparto, 5
Deven’èsse6 saliti tant’in arto
Che nnun ze vedi7 ppiú cquello che ffanno.
              
     Er Caporal’Andrea, ch’è un artijjere,
Disce: “A la bbomma8 bbast’a ddàjje9 foco,
E ’r resto va da sé ccom’er dovere„.
              
     Pe nnun mutà ffurtuna a ppoc’a ppoco,
Ma ddiventà addrittura cavajjere,
Cqua nnun ze n’essce: o ffurti, o apparti, o ggioco.


Roma, 18 febbraio 1833


  1. Se.
  2. Erano.
  3. Comperano.
  4. Subitoché, bello mio, è più di un anno ecc.
  5. Appalto.
  6. Debbono essere.
  7. Non si veda.
  8. Bomba.
  9. Dargli.