Pagina:Sopra lo amore.djvu/148

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142 marsilio ficino

al ferito, intentamente guarda la ferita, la ferita spande il sangue inverso lui: quel sangue può verso il nimico uscire: sì perchè tutto il caldo non è ancora spento, e il movimento interiore non è finito: sì perchè poco innanzi era contro di lui commosso: sì eziandio perchè egli ricorre agli spiriti suoi: e gli spiriti tirano a sè il sangue loro. In simile modo vuole Lucrezio che il sangue dell’uomo che è da Amore ferito, inverso colui che lo ferì si avventi. La sentenzia del quale mi parve verissima.


Capitolo VI

De lo strano effetto dello amore vulgare


Ora dirò io, Amici onestissimi, uno effetto strano che ne seguita? o pure il tacerò? Io lo dirò pure, poi che la materia Io richiede, benchè ella paia cosa disonesta. Ma chi è quello che possa le cose disoneste in tutto onestamente narrare? Dice Lucrezio, amante sventurato, che quella grande mutazione, che si fa nel corpo del più vecchio, la quale piega inverso la complessione della persona più giovane, costringe che costui si sforzi tutto i! suo corpo trasferire in quella, e tutto il corpo di quella in sè tirare. Acciocchè o veramente il tenero umore truovi vasi teneri, o veramente i vasi teneri truovino il tenero umore. E conciosia che il seme da tutto il corpo corra, stimano gli innamorati (secondo Lucrezio) che per il solo mandamento o tiramento di quello, possino tutto il loro corpo dare ad altrui: e tutto il corpo d’altri in sè tirare. E che gli amanti desiderino tutta la persona amata in sè ricevere, lo dimostrò Artemisia moglie di Mausolo re di Caria: la quale sì perdutamente amò il marito, che il corpo di lui morto, ridusse in polvere, e nell’acqua se lo bevve.