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SOPRA LO AMORE 25

tamente non altro pensa che cose liete, celesti e divine.

E questo basti quanto a la orazione di Fedro. Veniamo dunque a Pausania.


ORAZIONE II

Capitolo I

Iddio è bontà, bellezza, giustizia; principio, mezzo e fine.


Vollono i Pitagorici Filosofi, che il numero ternario fusse di tutte le cose misura. Stimo io per cagione che col numero di tre, Iddio governa tutte le cose: e le cose ancora con esso ternario numero sono terminate. Di qui è quel verso di Virgilio: «Del numero non pari si diletta Dio».

Certamente quel sommo Autore prima crea tutte le cose: secondo, a sè le rapisce: terzo, dà loro perfezione. Tutte le cose principalmente in mentre che elle nascono, escono di quel sempiterno Fonte: dipoi in quel medesimo ritornano, quando là lor propria origine addimandano: ultimamente perfette divengono, quando elle sono nel loro principio ritornate. Questo divinamente cantò Orfeo, quando disse Giove essere Principio, Mezzo e Fine dell’universo. Principio, in quanto egli tutte le cose produce: mezzo, in quanto, poi che son prodotte, a sè le tira: fine, in quanto le fa perfette in mentre che a lui ritornano. E per questo quel Re dello Universo, Buono e Bello e Giusto possiamo chiamare, come appresso Platone spesse volte si dice: Buono, in quanto le cose crea: in quanto egli le alletta, Bello: Giusto, in quanto secondo i meriti di ciascuna, le fa perfette. La Bellezza adunque la quale per sua natura a sè tira le cose, sta tra la Bontà e la Giustizia: e certamente dalla Bontà nasce e va alla Giustizia.