Pagina:Sotto il velame.djvu/423

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Ma l'uno è un pianeta macchiato, e l'altra è una stella "che si vela ai mortal con altrui raggi".1 Solo in Venere le anime sono come faville in fiamma, e luce in luce.2 Molti qui sono gli accenni al vedere e antivedere e discernere e mostrare verità, sino a quel verso:3

Dio vede tutto, e il tuo veder s'inluia


che è la propria definizione della sapienza. Ora non deve sfuggire ad alcuno che questo splendore cresciuto è in rapporto con l'amore non folle che raggia di quella stella;4 e che la visione è concessa al cuore che si monda attraverso il fuoco, laggiù nella somma cornice. Non è qui il dono della sapienza? Qui Carlo Martello dice a Dante:5

S'io posso
mostrarti un vero, a quel che tu domandi
terrai il viso come tieni il dosso.


E così lo mostra. E qui Dante fa prova di riflettere ciò che pensa in uno di quegli spiriti.6 Ma sale ancora. Egli si volge al lettore che invita a levar la vista:7

Or ti riman, lettor, sopra il tuo banco,
retro pensando a ciò che si preliba,
s'esser vuoi lieto assai prima che stance.
Messo t'ho innanzi; omai per te ti ciba...

  1. Par. XI 29.
  2. Par. VIII 16, 19.
  3. Par. VIII 25, 53, 76, 88, 90, 91, 95, 112, IX 21 etc. IX 73.
  4. Par. VIII 2 seg.
  5. Par. VIII 94 segg. IX 2
  6. Par. IX 20 seg.
  7. Par. X 7, 25