Pagina:Specchio di vera penitenza.djvu/286

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258 trattato dell'umiltà.

liberazione), così l’umile crede più all’altrui consiglio che al suo parere. Il quarto segno è ch’altri fugga gli onori e grandi ofici, e volentieri faccia gli ofici vili.

Leggesi nella Vita de’ Santi Padri, che un santo padre, adornato di molte virtude, pregò Iddio che gli mostrasse in che stava la perfezione dell’anima. E domandando di ciò un altro santo padre, egli rispose per rivelazione di Dio, e domandòllo s’egli era acconcio di fare tutto ciò ch’egli dicesse; e quello rispondendo di sì: – Or va, dissegli, e pasci i porci; – e così fece. Per la qual cosa diceva la gente, ch’egli era impazzato, e facevansi beffe di lui; ma egli conservava dentro la virtù dell’umltà, e godeva dello scherno di fuori e del vile oficio. E dopo certo tempo,1 e’ santi padri conosciuta la sua perfetta umilità, lo rivocarono al monastero suo.

Il quinto segno della vera umilità si è se altri è obbediente prontamente, sanza indugiare o scusare la ingiunta obbedienza. Onde, come la disubidienza viene da superbia (come si dimostrò ne’ primi parenti dell’umana natura, siccome è detto di sopra),2 così la pronta obbedienza nasce dalla vera umilitade. Insegno di ciò, parlando l’Appostolo della ubbidienza di Cristo, premisse l’umilità, dicendo: Egli umiliò sé medesimo, fatto3 obbediente insino alla morte. Il sesto segno d’umilità si è sostenere le ’ngiurie e gli oltraggi, e le villanie de’ fatti e delle parole,4 non solamente con pazienzia, ma con letizia. Onde dice santo Ierolimo: La pazienzia nelle ’ngiurie mostra l’uomo essere umile. E san Gregorio dice: La villania fatta altrui, pruova chente l’uomo sia dentro appo sé.


  1. Nel Codice nostro si legge: Ed a poco tempo; che i raccoglitori delle quisquilie grammaticali non lasceranno forse passare inosservato. Ma badino i raccoglitori siffatti, che un dopo male scritto potè da un menante esser inteso da po, e facilmente mutata in co una delle abbreviazioni di certo.
  2. Mancano le parole da noi poste tra parentesi, così nel Testo nostro come nelle due antiche edizioni.
  3. Nel Manoscritto: essendo.
  4. Ivi: di fatti e di parole.