Pagina:Speraz - Emma Walder.pdf/137

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 133 —

alcun interesse diretto, provò un oscuro rancore per quella donna maritata che incatenava un giovanotto.

— Povero babbo! — pensò — tu sei così leale!

Si asciugò una lagrima che scendeva, inavvertita, sulla morbida guancia.

Ora voleva andare in chiesa. Avrebbe sentito meglio la musica e si sarebbe distratta, come tante volte.

Suonava il mezzogiorno. Si ricordò che a quell’ora il Brussieri doveva essere a Milano e ne provò piacere, perchè Annetta avrebbe passata una bella giornata e sarebbe ritornata a casa di miglior umore.

Uscì di camera. Scese al primo piano. Chiamò la cameriera per darle qualche ordine; una donna giovane e che non le voleva male, quella cameriera.

Aveva riattraversato il corridoio e stava per imboccare la scala interna, allorché Paolo Brussieri si trovò dvanti a lei.

Un grido le sfuggì.

— È successa qualche disgrazia?! balbettò impallidendo.

— No...

— Allora... Perchè già di ritorno?

— Nessuno è di ritorno. Io non sono partito.