Pagina:Speraz - Emma Walder.pdf/136

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aveva preso quell’attitudine di estraneo nella sua casa? Certo, per avere la pace, quello era il mezzo migliore. E tuttavia le pareva che se ella si fosse trovata al posto di lui, avrebbe operato diversamente.

Intanto, lei stessa non sapeva cosa fare. Provava la medesima irresolutezza, il medesimo terrore per ogni determinazione decisiva.

Il ragioniere, scoraggiato affatto, non si era lasciato più vedere. Nè altri la cercavano dacchè si sapeva dei diversi partiti da lei rifiutati.

Forse pensavano che non volesse maritarsi. Forse la maldicenza allontanava da lei ogni altro giovine. Sentiva così in confuso di essere in una di quelle condizioni che la maldicenza attacca più volentieri.

Non provava alcun desiderio di maritarsi; avrebbe voluto attendere prima l’amore.

Ma se non aveva il coraggio di allontanarsi, di fuggire, di tornare zingara, il solo matrimonio poteva farla uscire da quella casa.

Questo era il problema.

Il nome di Andrea Celanzi le venne al labbro senza alcun motivo apparente. Qualcuno aveva detto intorno a lei che egli le faceva la corte. Non era vero.

No. Era certa che Andrea non pensava a lei. Per altri erano le sue visite.

— Se io fossi il babbo lo metterei alla porta — pensò nella sua severità di fanciulla.

E come tutte le fanciulle anche quando non hanno