Pagina:Stampa, Gaspara – Rime, 1913 – BEIC 1929252.djvu/39

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

i - rime d'amore 33


LVI

... ed ella, per miracolo d’Amore, vive senza cuore.

     Ritraggete poi me da l’altra parte,
come vedrete ch’io sono in effetto:
viva senz’alma e senza cor nel petto
per miracol d’Amor raro e nov’arte;
     quasi nave che vada senza sarte,
senza timon, senza vele e trinchetto,
mirando sempre al lume benedetto
de la sua tramontana, ovunque parte.
     Ed avertite che sia ’l mio sembiante
da la parte sinistra afflitto e mesto,
e da la destra allegro e trionfante:
     il mio stato felice vuol dir questo,
or che mi trovo il mio signor davante;
quello, il timor che sarà d’altra presto.


LVII

Non le occorron ritratti di lui, ch’è impresso nel suo petto.

     A che, signor, affaticar invano
per ritrarvi e scolpirvi in marmi o in carte,
o gli altri c’hanno fama di quest’arte,
o ’l chiaro Buonaroti, o Tiziano,
     se scolpito qual sète aperto e piano
v’ho nel petto e nel fronte a parte a parte,
sí che l’imagili d’indi unqua non parte,
perché siate voi presso o pur lontano?
     Ma forse voi volete esser ritratto
in sembiante leale e grazioso,
qual sète a tutti in ogn’opra, in ogn’atto;
     dove, lassa, ch’a pena dirvel oso,
vi porto impresso, qual vi provo in fatto,
un pochetto incostante e disdegnoso.