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Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/141

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CAPO V. 81

Or questa certissima influenza degli Etruschi sì nell’idioma, come ne’ costumi civili degli Umbri, fu sicuramente molto grande per frequentazione, e per comunione di cose, fin dalla prima giurata amistà di ambedue le genti. La legge sacra, sempre in vigore tra gli Umbri, e la fama de’ loro áuguri, divinatori accorti per movimenti e voci d’uccelli[1], non lascian dubitare che la più antica istituzione civile del popolo, non sia stata al pari di tutti gli altri sacerdotale. Castella, terre e villaggi, portavano per lo più il titolo di qualche deità ivi coltivata[2]. E con tutta probabilità i Camerti-Umbri presero il nome loro da Camars dell’Etruria, o da Chiusi; come la terra di Aharna sopra il fiume[3] dal patrio nome dell’Arno. L’usanza di vivere in luoghi murati, alla maniera degli Etruschi, si vede introdotta nelle città più principali dell’Umbria[4], le quali di mano in mano presero con l’arti ed i costumi cittadineschi, anche le voluttà tirrene[5]. Possessori d’un paese dotato di tanta benignità naturale, che nessun altro quasi l’avanza, goderono certamente gli Umbri, o forse ancor s’abusarono di comodi, d’agiatezze e di beni. Ma, non

  1. ↑ Cicer. de Div. i. 41
  2. ↑ Come Ikuvini: quasi Vicu Iuvin, o Vicus Iovius: altri esempi ne porgono le tavole eugubine.
  3. ↑ Liv. x. 25. (Adharnaham): oggi detta Civitella d’Arno. Harna il fiume.
  4. ↑ Vedi per confronto le mura di Todi, tav. xiii.
  5. ↑ Theopomp. ap. Athen. xii. 6.; Scymn. 366