Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/336

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
276 CAPO XIV.

etrusca era rinforzata da numerosi aiuti, fossero questi socj come gli Umbri, o solamente suoi stipendarj, come i Dauni ed altre genti venute in sussidio dal mar di sopra1. Cosi di fatto gli Etruschi di buonissim’ora stanziarono in questa bella contrada, e forti di potenza e d’armi vi tennero lungo e stabile impero fin presso la metà del quarto secolo. Ma, come di sopra dicemmo, i vicini Sanniti, giovandosi a luogo e tempo dello spento vigore degli Etruschi, gli privarono prima d’una ragguardevol parte di territorio, indi del principato.

Cotanta rovina fu senza dubbio una conseguenza di quel vivere depravato che gli Etruschi, degeneranti dalla loro virtuosa schiatta, solean usare sotto un cielo inspirante voluttà. La loro abbondanza però, e le adunate ricchezze, esser non potevano fuor che il frutto dell’util fatica, della costante energia, e del destro ingegno di valenti cittadini in quell’avventuroso periodo di vigor civile, che seguilo il ben augurato principio delle colonie: tanto che per loro studio massimamente e nell’agricoltura e nell’arti si puoi credere che la Campania divenisse fioritissima di que’ molti preziosi frutti, che la facea chiamare la più favorita terra di Cerere e di Bacco. E siccome la forza del dominio etrusco ivi stava soprattutto nella spaziosa e fertile pianura irrigata dal tortuoso Vulturno, che per nascere ne’ Sanniti ebbe nome osco o sannite2,

  1. Dionys. ibid.
  2. Varro l. l. iv. 5.