Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/390

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
330 CAPO XVII.

monete: dove Sibari tra l’altre si vede collegata con Posidonia1, Crotone con Pandosia2. Unione che indi fu ristabilita per la mediazione degli Achei del Peloponneso, dopo il miserabile eccidio dei Pitagorici3. Il reggimento loro interno era propriamente quell’ordine misto, o sia temperata aristocrazia, che i prudenti dell’antichità stimavano la forma più sana di governo. Tale soprattutto era l’opinione di Pitagora e dei Pitagorici, i quali avrebbon voluto che la custodia delle leggi non fosse affidata se non che ad uomini degni di eseguirle. Ed affinchè meno instabili fossero nella città gli ordini statuiti, i cittadini maggiori vi traevano dal censo la prerogativa di sedere nel senato, e d’occupare i magistrati: siccome ne abbiamo esempi a Crotone4, a Locri5, a Turio6 ed altrove. Nelle città calcidiche tendeva maggiormente il governo all’oligarchia, dappoichè la potestà degli Ippoboti, o sia de’ facoltosi, che dominava in Calci7, s’era comunicata dalla metropoli alle sue colonie d’Italia e di Sicilia8: onde Cuma9 e Reg-

  1. Medaglia nel Museo Brittannico, proveniente dalla raccolta del fu R. Paine-Knight.
  2. Vedi i Monum. dell’Italia ec. tav. lx. 1.
  3. Polyb. ii. 39.
  4. Dicearch. ap. Jamblic. p. 45, et Porph. p. 18.
  5. Polyb. xii. 16.
  6. Aristot. de Rep. v. 7.
  7. Herodot. V. 77.; Plutarch. Pericl.
  8. Aristot. ap. Strab. x. p. 308.
  9. Dionys. vii. 4-7.