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250 CAPO XXV.

monumenti funerei dell’Etruria, e grandemente atta a spaventare il sacrilego violatore dei sepolcri. Moltissime altre figure o di animali, o di mostri capricciosi, o di enti a doppia natura, quali si veggono figurati so- ’ pra i vasi di tale specie, sono pur dessi tanti emblemi e simboli del culto stesso di Bacco infernale, l e del misterioso dualismo, apparente tutte volte sotto strane forme. Laonde abbiamo per cosa verissima, che! tutto questo vasellame antico in terra nera non cotta, quindi sì poco sufficiente agli usi domestici, servisse unicamente qual suppellettile universale dei riti sepolcrali, massime delle libazioni e del convito funebre: ufficio pietoso significativo del godimento che all’anime beate, partite dai corpi, era dovuto nell’altra vita. Non solamente, come credono taluni, si ritrovano sì fatte figuline nel territorio di Chiusi, o de’ suoi contorni, ma in grandissimo numero in quel di Vulci, di Tarquinia e di Cere, ugualmente figurate con i medesimi simboli e segni d’iniziazione nei misteri di Bacco1. La prima semplicità religiosa delle feste o processioni Dionisie si riconosce di fatto in queste figurine a stampa, ornamento consueto di vasi. I ministri del dio, o gl’iniziati, vi recano, giusta il rito primitivo, il cratere, rami sacri, animali graditi,

  1. Una quantità innumerabile di questi vasi volgari, e di forme speciali, tratti dai recenti scavi della Badia e di Canino, ho veduto ammassati sul posto, e non curati dai possessori. Nei sepolcri donde si levano colali vasi a stampa raramente si rinvengono vasi dipinti. Vedi per saggio tav. xxvii, 3-13.