Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. II.djvu/329

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323 CAPO XXIX.

Chiusi; i Pomponj, i Papj, i Coponj, od altri assai, che ricorrono ugualmente in Roma. Di tal forma l’Etruria rivendica col primo stipite una nobil serie di antenati prima etruschi, dipoi latini. Ed ecco il perdio a’ giorni di Perseo potevano le gentili schiatte vantarsi di cominciare il loro albero genealogico dalla Toscananota. Così pure molti antinomi etruschi d’origine si riscontrano nel Lazio: benché il costume più antico non ammettesse che un solo e unico nomenota. Per questa immutabile successione di nomi affissi a un sangue, ed a una sola progenie, si conferma più maggiormente la preminenza della dominante aristocrazia: per essa alla gloria dello stato s’accoppiava quella delle grandi famiglie: all’eroismo della stirpe meglio corrispondevano le virtù della patria. Sì fattamente in vigore della prima instituzione i costumi tutti concorrevano a mantenere stabile e ferma nell’universale, per condizione di sano governo quella debita osservanza d’ufficj senza la quale non hanno riposo gl’individui, né grandezza le nazioni. Importantissimo scopo cui tendeva il savio legislatore, e che abbiamo veduto fortificato per tulle vie dalla civile prudenza nel corso dell’opera presente. 1 2


Fine del Tomo Secondo.


  1. Stemmate quod Thusco ramum millesime ducis. iii. 28.
  2. Varro ap. Valer. Max. x. init. Ciò si conferma in Etruria mediante l’epigrafi più antiche. Vedi tav. l. 1.