secolo d’Augusto[1]. Confinavano essi presso al lago di Como con gli Orobi, i quali avean Barra per terra principale, d’onde Catone pare che originasse Bergamo, Como, e altre comunità vicine situate per le montagne[2]. Non sappiamo quel che l’autor delle Origini si pensasse circa il primo seme degli Euganei, ma bensì egli noverava trentaquattro luoghi di ragione loro nelle basse Alpi, tra li quali i Trimupilini ed i Camuni, popoli abitanti l’odierna val Trompia e val Camonica, erano i maggiori di quel corpo[3]. Possedevano anche la Valtellina, traversata dall’Adda, sino al lago di Como. Per l’opposto i Veneti, il cui nome si trova spesso confuso, massime dai poeti, con quello degli Euganei, abitavano una delle più fertili e deliziose regioni d’Italia, dove si contavano, dice un geografo antico, cinquanta terre[4]. Padova, la maggiore di tutte, traeva gran vanità del suo fondatore Antenore[5]: ed anche oggidì non v’ha uomo volgare padovano, il qual volesse dubitarne. Benchè suo vero e laudabil vanto si fosse il buon costume, la copia de’ cittadini, e la ricchezza del comune, principalissimo frutto dell’arti paesane, e nominatamente