Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. II.djvu/50

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44 CAPO XX.

qua e là per lo più innalzate o sulla cima delle colline, per falde dei monti, si può anche presumere, che tali fabbriche di solida struttura servissero generalmente ad uso del pubblico. Consimili edifizj si osservano nelle isole Baleari, e quivi, come in Sardegna, han dovuto esservi costrutti da un medesimo popolo dominatore. Né questi può credersi mai l’etrusco, il quale non occupava se non che i luoghi littorali. Il nome stesso antico e paesano, che serbano mai sempre di Nuraghi, non è lieve indizio dei loro veri fabbricatori. Perchè, sebbene una tradizione genealogica attribuisca a Norace, capo d’una colonia di Iberi1, la fondazione di Nora, o Nura, ella fu più verisimilmente opera dei Cartaginesi2,: ed anche oggidì monte della Nurra chiamasi dai Sardi la grande giogaia, che si distende al settentrione dell’isola verso occidente, dove forma una delle cinque catene, che s’alzano irregolarmente in sulla sua superficie. All’opposto nell’isoletta di S. Antioco, detta anticamente Enosi, prossima a Sulci, certissima colonia cartaginese3,, si veggono scavate per entro il monte centinaia di tombe, che al presente servono di casale al popolo: come sembra vero erasi questa la necropoli

  1. Pausan. x. 17.
  2. Nuroli, Narag, Naraggara sono tanti nomi di città e fiumi dell’Affrica, di radice fenicia. Vedi Hamaker, Miscell. Phoenicia, p. 260. 269.
  3. Strabo v. p. 155.; Mela ii. 7.; Steph. v. Σύλκοι; Claudian. Bell. Gild. sub fin.