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CAPO XX. 47

non poco se, più anticamente dei Balari, altri Iberi si fermassero nell’isola: non essendo poi tanto in verisimile, che una qualche generazione di Baschi vi giungesse per mare, e vi dimorasse alcun tempo, siccome avvenne nella propinqua Corsica1.

Quest’isola situata al settentrione della Sardegna, di cui segue la direzione verso mezzogiorno, darebbe a credere per la sua costituzione geologica, che una volta si fosse distaccata dalla maggiore, divisa soltanto per uno stretto braccio di mare; quantunque da se la Corsica per ogni parte montuosa, inculta, e piena di foreste, nulla produca che paragonare si possa alle copiose messi della Sardegna. In tempi sconosciuti vi navigarono Iberi e Liguri2: ma gli Etruschi, per la maggiore vicinanza, aveano anche più facile e sicuro tragitto nell’Isola. Quivi infatti, allora che più signoreggiavano i mari, vi fondarono Nicea3, colonia del sangue loro, la quale proteggeva non meno i traffici, che il dominio della madre patria. Poiché buona parte degl’isolani soggettati, e fatti tributari

  1. Vedi Humboldt, Prüfung ec. o sia Esame delle ricerche su i primi abitanti della Spagna, p. 167.
  2. Senec ad Helv. 8.; Sallust. fragm. hist. ii. p. 259. ed. Bip.
  3. Τὴν δὴ Νικαίου ἔκτισαν Τυῤῥενοὶ θαλαττοκρατοῦντες. Diodor. v. 13. Κυρνίαται venivano chiamati dai Greci i coloni della Corsica, come Ἰταλιῶται, Σικελιῶται, i coloni dell’Italia e di Sicilia. Senza ragione gl’interpreti han dato a quella voce il senso di Κυρνία ἄτη, Cyrnium malum: motto del quale Erasmo adduce una ideale spiegazione. Adag. iii. 7. 92.