Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/16

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XXVIII. Assume l’ufficio di Rettore Niccola Berlini, professore iu Pisa, nel momento dei rovesci dell’armata napoleonica. — Riforma gli sludi sul sistema imposto dall’Università di Parigi. — Divisione degli studi, programmi e orari nei Collegi secondo l’ordinamento francese.

XXIX. Alla caduta di Napoleone il partito vecchio rialza il capo in Toscana. — I Gesuiti si fanno rivedere in Prato. — Il Berlini è perseguitato, e muore di malattia sospetta.

XXX. Restaurazione del governo lorenese. — Merito del ministro Fossombroni. — Falso rapporto sulle condizioni del Collegio al Granduca.’— I funzionari nominati dal governo francese sono licenziati. — Vien eletto Rettore il professor Matani .

XXXI. Il Matani rimette in vigore i regolamenti amichi, ma il Collegio non prospera. — Il Municipio di Prato ordina una revisione dell’azienda del Collegio. — Difetti nelle revisioni. — Risposta del Matani. — Il Granduca toglie al Comune ogni ingerenza nell’amministrazione del Collegio, c compie alti arbitrari per sostentarlo.

XXXII. L’amministrazione è affidata a due Deputati Regi. — Gli Scolopi solleticati a prendere la direzione del Collegio. — Questo va di male io peggio. — Giudizi di Pietro Giordani sul Collegio Cicognini c sui Collegi d’Italia. — È vero che i governi dispotici guastavano I’ educazione dei giovani. — Eppure alcuue brave persone crebbero scilo il Matani. — Il Matani patisce ingiurie ed umiliazioni, c si ritira dal Collegio, dove ooo vi sono che otto alunni.


CAPITOLO SESTO


Il Collegio dal Silvestri fino alle ultime riforme sotto il nuovo regno d’Italia.

(1832-1862)


XXXIII. Ragguagli di Niccolò Tommaseo di una sua visita al Collegio di Prato nel gennaio 1832. — Carattere c studi di Giuseppe Silvestri nuovo Rettore.