Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/29

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mollo addentro nelle pratiche dell’avarizia, della simonia, dell’ambizione e del concubinalo. Il che invero non può recar maraviglia a chiunque abbia appena sfiorala la storia di que’ secoli, essendo che gli stessi vizi fossero comuni parimenti ed imputabili ai potentati laicali, monarchici, oligarchici o repubblicani: fortunatamente, per ordine provvidenziale, escono poi fuori le riforme a curare i mali religiosi, le rivoluzioni a sanar quelli politici.

I Padri del Concilio pensarono saviamente che alla buona educazione del Clero si dovesse con special cura provvedere; ma siccome non si educano piante, le quali siano cresciute torte, stente o malaticcie; così giudicarono che più che a raddrizzare i cattivi abiti del vecchio Clero, tornasse utile attendere ad allevare dirittamente le piante tenere e fresche del Clero giovane col ben guidarlo fino dalla prima sua formazione. A tale scopo deliberarono si instituissero e si moltiplicassero i Seminari, dove i candidati al sacerdozio fossero colla segregazione preservati dal contagio delle opinioni e delle azioni malvagie, predominanti soprattutto nelle corti c nei presbiteri!; e venissero dall’età fanciullesca avvezzali allo studio delle lettere c delle scienze, mantenuti nell’unità del dogma, addestrali agli esercizi della virtù cristiana. Così fallo divisamente concepito dai Padri con sapienza, venne dovunque eseguito con diligenza e con prontezza. Da quell’epoca infatti, ossia dalla seconda metà del secolo decimosettimo e dalla prima del secolo successivo