Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/30

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contano i loro anni la maggior parte dei nostri Seminari: ne lo direbbe, non fosse altro, la loro stessa forma architettonica, quasi sempre goffa e barocca, abbondante nelle facciate di spirali e di elitticbe, di conchiglie c di cornucopie, di trafori e di fogliami, quantunque talvolta ardila e grandiosa. Infatti nel 1564 da Papa Pio IV venne chiuso il Concilio di Trento; e in quel torno incominciavano a crescere in onore il Bernini, il Borromini e i loro pessimi seguaci che l’arte sollevata a somma altezza da Brunellesco, da Bramante e dal Palladio fecero cadere nell’avvilimento e nel ridicolo.

Dai Seminari, come rami dal suo tronco, trassero nascimento c sviluppo i nostri Collegi, i quali perciò possono dirsi una creazione del Concilio di Trento; e più specialmente, come accennerò più oltre, dei Gesuiti. Non voglio affermare che T istituzione dei Collegi in generale, cioè di luoghi segregati e riservali, eutro cui viene istruita ed educala una parte di gioventù, sia contemporanea o posteriore alla menzionata sacra Sinodo. Veramente esistettero Collegi presso i Greci, i Romani, gli Ebrei, gli Egizi, persino presso gl’Indi: ma quelli erano piuttosto pubbliche scuole, come il Liceo e l’Accademia in Alene, ove convenivano i dotti, e dove s’istruivano gli adolescenti mescolati cogli adulti a spese pubbliche o privale, che non sedi appartate, racchiuse, ove vivesse una famiglia avventizia di figliuoli di molti padri sotto una disciplina specialissima ed uniforme, allo scopo non solo di essere alimentali ma istruiti. I pochi luoghi, cho noi