Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/38

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Niccolai; primo per merito, ossia per il valsente dell’eredità lasciata, fu il Cicognini, il quale ebbe l’onore di dare al Collegio il suo nome e il suo stemma.

È prezzo dell’opera riportare i brani più importanti delle tavole testamentarie di questi tre benemeriti cittadini, ai quali devesi la fondazione del Collegio; affinchè apparisca nettamente, quali furono le loro intenzioni: darò poi brevissimo cenno della loro vita, per entrare quindi nella storia del Collegio, la quale propriamente incomincia a questo punto, quando non si voglia ripeterla dalla deliberazione 18 marzo 1655 del Consiglio generale di Prato.

Il prete Francesco di Giuliano Fazzi il giorno 29 novembre 1659 confidava le disposizioni di sua ultima volontà in Firenze al notaro Ambrogio De’ Ambrogi, che rogato lo esprimeva nei seguenti termini.

«In tutti gli altri suoi beni mobili, semoventi ed immobili, crediti, ragioni ed azioni, ed in tutte le sue cose presenti e future per suo erede universale instituì fece ed esser volle e di sua propria bocca nominò a maggior gloria di Dio, salute dell’anima sua, ed a beneficio universale della città di Prato il venerabil Collegio delli molto reverendi Padri della Compagnia di Gesù da erigersi, e che si tratta da alcune pie persone di erigere, e per quando con l’aiuto di Dio sarà eretto nella Badia di Grignano posta nella città di Prato, quale Badia tiene di presente detto testatore dal reverendo Capitolo fiorentino, o in altra chiesa e luogo posta e posto nella medesima città di