Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/39

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Prato, e subito che in detto Collegio con i debiti consensi eretto e fondato saranno tornati ad abitare i Padri di detta Compagnia di Gesù, e che con il divino aiuto e di pie e devote persone sarà detto Collegio in posizione ed atto a potervi prontamente tornare e risedere i detti Padri di detta Compagnia di Gesù, ed in esso uffiziare ed esercitare gli atti di pietà, di religione e di carità cristiana propri del loro istituto.»

Dalle quali parole, e maggiormente dal contesto dell’intero testamento si manifesta; che il pensiero di far regalo a Prato di un Collegio di Gesuiti ardeva sempre nell’animo di parecchi cittadini; che il luogo della Badia di Grignano era quello veduto più conveniente alla erezione di un Collegio; e ciò che più rileva, che non trattavasi propriamente in sul principio di aprire una casa di educazione a benefizio della gioventù, bensì una stazione di legionari del Loiola.

Monsignor Francesco Cicognini, al quale spetta il merito principale della fondazione dell’Istituto, perchè fornì i mezzi materiali ossia pecuniari, ebbe concetto più largo, o come diremmo oggi, più liberale di quello del signor Fazzi. Anch’egli voleva un convento di Loiolesi, ma disponeva che al convento venisse unito un Seminario per l’educazione di sette giovani pratesi, i più poveri e meritevoli; e vi fossero aggregate le scuole del Comune, onde in esse venisse raccolta ed istruita la pratese gioventù. Ecco le parti più rilevanti del suo testamento, che il 2 giugno 1666 consognava negli Atti dell’amico


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