Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/110

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tale (cioè nel mar Caspio)». Più minuta è la relazione di Hiuen-tshang sulla medesima regione del Pamir, che egli chiama Po-mi-lo. «Il Po-mi-lo», egli dice, «è situato a 700 lì dalle frontiere del paese di Sciang-mi nella direzione del nord-est1. La valle di Po-mi-lo, nella quale penetrammo dopo avere attraversato montagne e vallate, passeggi stretti e precipizi profondi, non ha meno di 1000 lì da occidente ad oriente, e misura dal nord al sud non meno di 100 lì: nei passaggi più stretti essa presenta tuttavia una larghezza di soli 10 lì. Questa valle è situata tra due montagne coperte di neve. Nella primavera e nella state si scatenano uragani di neve, e giorno e notte soffiano venti impetuosi. Il paese è sterile; gli arbusti e gli alberi vi sono estremamente rari. Si giunge quindi ad un paese deserto, incoltivato, nel quale non si incontrano abitazioni umane. Nel mezzo della valle giace il gran lago del Drago, lungo circa 300 lì dall’ovest all’est, e largo 50 lì dal nord al sud. Esso è proprio nel centro del grande Tsong-ling, il paese più alto dì tutti i paesi compresi nel Djambu-dvipa. L’acqua del lago è chiara e brillante come uno specchio, di colore verde cupo, dolce e di buon gusto; quanto alla profondità non venne ancora misurata… Dalla parte occidentale del lago esce un gran fiume, il quale scorre ad occidente, giunge al limite del paese detto Ta-mo-si-tie-ti, ove si unisce col fiume Fatsu (Oxos). Per cui tutti i fiumi alla destra del lago scorrono verso occidente2. Ad oriente esce dallo stesso un gran fiume il quale scorre al nord-est, e giunge sino ai limiti occidentali del regno di Kiescha (Kashgar). Quivi si unisce col fiume Si-to. Adunque tutti i fiumi sulla sinistra del lago scorrono verso oriente».

Contrariamente a quante si legge in questo passo di Hiuen-

  1. Il cinese è di 329 metri, quasi esattamente il terzo di un chilometro. V. Vivien de Saint-Martin, Mémoire analytique sur la carte de l’Asie e de l’Inde ecc., pag. 8.
  2. Il pellegrino buddista suppone, nella orientazione, il nord nel basso, il sud in alto, e perciò l’ovest alla destra e l’est alla sinistra di un osservatore volto a mezzogiorno.