Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/150

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Afgani, i quali non avevano quel titolo dì Maharadscia, e nemmeno si può ritenere che la città indicata fosse una città dei Mahratti. Ma siccome la Maharazia del Mercator è segnata inferiormente alla confluenza di un fiume detto Benove che sbocca nel Gange sulla riva destra, il quale fiume non può essere altro che il fiume di Benares ovvero la Giamna, ne consegue che, secondo il cartografo, Maharazia era situata inferiormente alla confluenza della Giamna, ed è perciò lecito ritenere che quella città corrisponda alla antichissima Radschmahal. Quanto alla città di Cernove o Cernoucim del Mercator, sarebbe a porsi al disopra della confluenza del Gange col Brahmaputra»1.

Secondo il Bellemo, le quattro città incontrate dal Conti a monte di Cernove sarebbero state Bhagalpur, Patna, Benares ed Allahabad. Giunto a quest’ultimo luogo, egli avrebbe abbandonato l’alveo proprio del Gange, e, navigando la Giamna, sarebbe giunto sino a Maharajapor (Maharatia del viaggiatore veneziano)2. Il dottore Kunstmann, a sua volta, dichiara che farebbe opera vana chi volesse tentare, colla relazione estremamente succinta del Conti, una spiegazione, anche solo approssimata, di questa parte dell’itinerario.

Ritomato alla costa occidentale del Dekhan, il Conti si mise nuovamente in mare, e, dopo trenta giorni di navigazione, pervenne alla foce del fiume Rachang (Arrakan), quindi, dopo sei giorni, alla città del medesimo nome. Per 17 giorni viaggiò attraverso montagne deserte di ogni abitazione, cioè il gruppo montagnoso che forma la cintura occidentale del bacino del fiume Irawadi; per altri 15 giorni in aperta campagna — la regione, relativamente piana, che dai piedi orientali di quelle montagne si estende sino alla destra del gran fiume dell’India posteriore — e finalmente si pose a navigare in un fiume maggiore del Gange, che gli indigeni chiamavano Dava. La dire-

  1. Peschel, Abhandlungen zur Erd- und Völkerkunde, I, pag. 181.
  2. Bellemo, op. cit, pag. 126 e 127.