Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/149

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per così dire, che attenersi all’uso generale in quei tempi. D’altronde, che la città di Sciamutra fosse nella seconda, per grandezza, delle isole della Sonda, risulta in modo evidente dai prodotti naturali di cui è parola nella relazione, tra i quali la canfora, e, più ancora, dalle tribù antropofaghe che il Conti chiama col nome di Batech corrispondente a quello moderno di Batta.

Dopo un anno di soggiorno in Sumatra, il veneziano giunse a Thenasserim, città della penisola di Malacca che mantiene ancora in oggi la medesima denominazione, e quindi al Gange che egli navigò contro corrente per 15 giorni sino a Cernove. Del gran fiume dell’Indostan, in questa parte del corso, ecco cosa dice il Conti: «La larghezza del Gange è tale che, navigando nel mezzo, non si vede nè l’una nè l’altra sponda: talvolta essa è di ben 15 miglia. Lungo le rive crescono canne di meravigliosa altezza e bellezza, cotalchè le braccia non bastano a circondarle. Con una di esse si fa una barca peschereccia, e del medesimo legno, che ha lo spessore di oltre un palmo, si fanno certi scafi buoni alla navigazione fluviale: i tratti tra nodo e nodo eguagliano la statura di un uomo. Il fiume alimenta coccodrilli e diverse specie di pesci a noi ignoti, ed è cinto lungo le sponde da giardini, orti e amenissìme ville. In questi nascono muse dal gusto più dolce del miele, simile al fico, e noci da noi chiamate d’India, e molti altri frutti».

Nella sua navigazione del Gange il Conti non si arrestò a Cernove, ma risalì il gran fiume per ben tre mesi, passando per quattro famosissime città, dopo di che giunse alla città di Maharatia.

Il Peschel, nella recensione che egli fa del lavoro del Kunstmann sui viaggi del nostro veneziano, così interpreta questa parte della relazione. «Nella edizione della carta del Mercator fatta dall’Hondius si trovano accennate, sulle rive del Gange, due città col nome di Cernoucim, e, lungi a monte, quella di Maarazia. Forse il lettore è tratto a pensare che si tratti qui della città di Delhi, la capitale dei Maharadscia: se non che in quei tempi il trono di Delhi era occupato dagli