Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/148

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cedente, donde in venti giornate fece ritorno alla costa occidentale e propriamente al porto di Pudifetania situato nel Malabar, e poco lungi dalla odierna colonia francese di Mahé1.

Da Pudifetania, circumnavigando il Dekhan, il Conti giunse al secondo seno al di là dell’Indo, cioè al golfo del Bengala, ed approdò a Malpuria (Malipur), ove si venera, in una amplissima ed ornatissima basilica, il corpo di S. Tommaso. La provincia in cui è Malpuria è detta dal Conti Mahabria con nome poco diverso da quello accennato da Marco Polo e dal nome Mahahar che gli Arabi danno alla costa del Coromandel. Lungo questa costa il veneziano visitò pure la città di Cahila (Cael in Marco Polo), importante porto sulla baia di Manaar. In questo golfo, egli nota subito dopo, trovasi la nobilissima isola Saillana (Ceylon), che ha di circuito tremila miglia; i suoi prodotti principali sono rubini, zaffiri, le perle che chiamansi occhi di gatta, ed il cinnamomo (la cannella).

Partito da Malipur e navigato il golfo del Bengala, prima nella direzione di oriente quindi verso mezzodì, lasciando sulla destra risola Andamaria (Andaman), che egli chiama isola dell’oro — reminiscenza probabile dell’Aurea Chersoneso della geografia classica — il Conti giunse all’isola Taprohane, ed approdò ad una celebre città detta Sciamutra. Ora è noto che i Greci ed i Romani chiamavano Taprobane l’isola di Ceylon; tuttavia nel Medio evo, ed anche più tardi, nelle relazioni dei navigatori Portoghesi, era generale opinione che la Taprobane degli antichi fosse risola Sumatra. Abbiamo veduto, trattando di Marco Polo, che egli dava a quest’isola il nome di Giava Minore, e solo in Odorico da Pordenone appare per la prima volta uno Stato di Sumatra nell’isola che, nella relazione del Beato friulano, porta pure il nome di Piccola Giava. Se adunque il Poggio chiama Taprobane l’isola Sumatra, non fece,

  1. Per parecchie ragioni, che non è qui il caso di esporre, mi pare che non si possa accettare l’opinione di quegli autori che pongono Pudifetania sulla costa orientale, gli uni a Masulipatam (come il Kunstmann), gli altri a Pondichéry (come il Peschel e il De Gubernatis).