Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/156

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Esaurita la descrizione dell’itinerario, il viaggiatore veneziano passa a trattare della vita e dei costumi delle popolazioni dell’India. Questa grande regione si divide, secondo lui, in tre parti, la prima dalla Persia all’Indo, la seconda tra l’Indo e il Gange, la terza al di là del Gange. Quest’ultima è la più ricca, la più civilizzata, e quella che meglio si avvicina ai nostri paesi per i costumi degli abitanti. Discorre quindi del rito delle sepolture de’ morti; dei Bramini; delle loro predizioni; delle mortificazioni che si infliggevano; delle navi divise in celle o camerette; delle navigazioni in alto mare fatte, non colla bussola, ma sibbene colla osservazione delle stelle che sono dalla parte di mezzodì verso il polo antartico; del calendario indiano, nel quale l’anno è di dodici mesi, i cui nomi sono quelli stessi dei segni dello zodiaco; delle monete correnti nei diversi paesi, come sarebbero, in alcuni, le pietre chi chiamiamo occhi di gatta, in altri pezzettini dì ferro foggiati a modo di ago; in altri la moneta di carta, e, nell’India anteriore, i ducati veneziani; delle armi di diverse specie, come giavellotti, pugnali, scudi, balestre, corazze; della carta fatta di scorza d’albero, sulla quale si scrive non già in linee orizzontali da sinistra a destra, ma sì dall’alto al basso; delle lingue parlate, le quali sono molte e molto diverse le une dalle altre; dei lieti riti nuziali; degli spontanei suicidi nelle occasioni delle grandi feste e processioni religiose, e di moltissime altre cose, le quali furono, in gran parte, confermate dalle relazioni dei viaggiatori moderni.

48. Giosafatte Barbaro. — Quasi contemporaneamente al Conti, un altro veneziano, Giosafatte Barbaro, compieva due importanti viaggi, il primo, dal 1436 al 1452, nella Europa orientale; il secondo, dal 1473 al 1479, nell’Asia anteriore, e particolarmente nella Persia. Senza diffonderci nel trattare minutamente delle contrade percorse e visitate dal viaggiatore, ci limiteremo ad esporre quelle cose soltanto che ci paiono avere, nella Storia della geografia di quei paesi, un reale interesse.

Nel Mar Maggiore (Mar Nero) si trova l’isola di Caffa (cioè la penisola di Crimea o Tauride) unita colla terraferma me-