Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/155

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Da Bangkok, secondo il Kunstmann, o da Canton, secondo il Bellemo, il viaggiatore veneziano si recò a due isole, quasi agli estremi della Terra, ambedue di nome Giava, l’una delle quali si protende verso oriente tremila miglia, e l’altra duemila, e si distinguono coi nomi di Maggiore e Minore. Sono lungi dal continente un mese di navigazione, e tra loro distano cento miglia. In queste due isole tutti i geografi che si occuparono, più meno estesamente, dei viaggi del Conti, sono concordi nel riconoscere Borneo e Giava.

Ad oriente delle due Giave il Conti dà pure notizia di due isole: nell’una, detta Sandai, nascono la noce moscata e il macis; nell’altra, Bandan, garofani che vengono portati alle Giave.... Al di là di esse isole il mare non è navigabile per i venti contrari. Quali sieno, delle isole che compongono l’arcipelago di Banda o quello delle Molucche, quelle che corrispondono a Sandai e a Bandan, è impossibile stabilire con sicurezza.

Come pure non si può nemmeno affermare che il Conti le abbia realmente visitate: è invece probabile che egli ne parlasse soltanto per informazioni avute, giacché il suo viaggio a quelle terre lontane gli avrebbe presentato l’occasione di conoscere molte delle altre isole che fiancheggiano il mare di Flores e di Banda, tra le quali, principalissime, Celebes e le piccole isole della Sonda.

Nel suo viaggio di ritorno il Conti toccò successivamente la città marittima di Ciampa (cioè la provincia cocincinese del medesimo nome); — Coloen (Quillon) nobile città del circuito di 12 mila passi, nella provincia detta Melibaria ricca di zenzero, di pepe, di legno verzino e di cannella; Cochino, Calicut ed altri luoghi della stessa costa del Malabar; — Cambaia; — l’isola di Sechutra (Socotora) popolata da cristiani nestoriani, e famosa per il suo aloe, detto appunto aloe socotrino; — Aden; — Barbora (Berberah) sulla costa del paese africano dei Somali; — Gidda; — la costa presso il monte Sinai, donde, passato il deserto, giunse a Carras Aegypti (Cairo).

Finalmente con due suoi figliuoli e due famigli (secondo la relazione del Bracciolini) il Conti rivide Venezia, probabilmente nell’anno 1439.