Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/19

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

– 13 –

Cristianesimo nella Lapponia e nella Lituania; le prime missioni cristiane penetrarono in Lapponia nell’anno 1330, e la conversione dei Lituani non è anteriore all’anno 1386.

Nei paesi al sud del Danubio inferiore, cioè nel regno di Bulgaria fondato nella seconda metà del secolo VIII, molte famiglie sono già convertite alla nuova religione nell’anno 860; lo stesso è, pochi anni dopo, dei Russi stabiliti nel bacino medio del Dnjepr (Ucrania) per opera di missionari Greci. E la prima geografia della Russia meridionale adiacente al mar Nero si fonda per l’appunto sopra notizie radunate da scrittori greco-bizantini, e particolarmente sull’opera De Thematibus scritta dall’imperatore Costantino Porfirogenito (secolo X), nella quale è una completa descrizione delle provincie e delle prefetture dell’Impero Bizantino.

Cirillo e Metodio, della scuola di Cherson, introducono il Cristianesimo nella Boemia (anno 895), e quando gli Ungheri o Magiari, sconfitti da Ottone il Grande nella sanguinosa battaglia di Lechfeld presso Augusta (anno 955), si ridussero definitivamente a stabile dimora nelle pianure del Danubio e della Theiss, la fede cristiana trovò anche presso quelle popolazioni, dianzi barbare e feroci, facile accesso, specialmente sotto il regno di Stefano il Santo, apostolo e legislatore dell’Ungheria.

3. Ammiano Marcellino (320-396 di C.).— Se ora ci facciamo ad esaminare le opere di quegli autori che trattarono di cose attinenti alla geografia tra il IV ed il X secolo dell’Era Cristiana, primo ci si presenta, in ordine cronologico, il greco Ammiano Marcellino di Antiochia, le cui storie, Rerum Gestarum, libri XXXI1, sono assai ricche di notizie geografiche, in parte tolte da Tolomeo e da altri scrittori, in parte dedotte dalle osservazioni fatte dall’autore in molti viaggi nell’Egitto, nella Siria e nelle altre parti dell’Oriente, nella Bretagna e nelle Gallie. Il loro maggiore interesse sta in ciò, che


  1. Di questi 31 libri andarono perduti i primi 13, dall’anno 91, ove finisce Tacito, all’anno 352.