Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/235

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mezzogiorno della Gallia, ecc. Il Mare Caspium comunica coll’Oceano Ircano, una delle parti dell’Oceano esterno o mondiale.

Delle isole, uniformemente ovali od ellittiche, sparse qua e là lungo l’Oceano esterno, la maggiore è la Britannia, lunga 800 mila e larga 200 mila passi. A lato di essa si innalza l’Hibernia abitata dalla nazione degli Scoti: più lungi, nella stessa direzione, l’isola di Gades e le Insulae Fortunatarum. Nell’estremo Oriente si presentano l’Insula argire e l’Insula Crise, i cui nomi indicano una lontana relazione colle regioni dell’argento e dell’oro della Geografia greca e latina. Nel Mare Rubrum si innalza, sopra un lungo spazio, l’isola Taprapone (Taprobane, Ceylon), della quale si vantano le perle, le pietre preziose e gli elefanti.

Le isole del Mediterraneo, pure di forma ellittica, sono, da occidente ad oriente,Maiorica e Minorica; la Sardinia che sì estende dal nord al sud, ed occupa quasi tutta la larghezza del Mediterraneo, non lasciando che due stretti passaggi, uno verso la Spagna, l’altro verso l’Africa; la Corsica e la Sicilia; Cypros.

Il continente africano porta, nel suo insieme, il nome di Libia: quello di Africa è solo applicato alla parte occidentale.

Una nota che accompagna il bacino superiore del Nilo dice che questo fiume, dopo avere attraversato una stretta gola, forma un gran lago circondato da montagne che rassomiglia alla Palude Meotide. Dei due rami sorgentiferi del Nilo, il più orientale viene dal monte Silon (Selene, montagne della Luna): al di là della riunione dei due rami è l’insula Meroen; in fine il Nilo si getta in mare per sei bocche.

Interessante è la menzione che si fa, nella Tripolitania, di immense saline che crescono e decrescono secondo le fasi della Luna «'Saline immense quae cum Luna crescunt et decrescunt», allusione evidente alle maree che formano uno dei caratteri del golfo delle due Sirti.

Fra tutte le carte generali del Medio Evo primeggia, sotto ogni aspetto, il Mappamondo di Fra Mauro Camaldolese, che si conserva nella Biblioteca di San Marco di Venezia, ed è