Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/45

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Nello Sveoland della relazione di Other si riconosce immediatamente la Svezia, di cui la principale provincia ancora in oggi porta il nome di Svealand, come nel Kwenaland, ricco di laghi, è facile riconoscere la Finlandia. Secondo un recente lavoro di Hallstèn1, la maggior parte della popolazione della Finlandia si compone di Finni Tavasti e di Finni Careli. Il primo di questi gruppi abita i territori del sud-ovest, il secondo i territori del nord-est. I Tavasti erano già conosciuti col nome di Sumi (Finni propriamente detti), i Kareli con quello di Qveni.

14. Viaggi di Vulfstano. — Contemporaneamente ad Other, si presenta nella Storia della geografia dell’Europa settentrionale il viaggio del danese Vulfstano lungo i paesi costieri che fiancheggiano a mezzogiorno il Mar Baltico. La relazione di questo viaggio fu, come quella della navigazione di Other, aggiunta dal Re Alfredo d’Inghilterra (872-901) alla sua traduzione anglo-sassone della Storia Universale di Paolo Orosio, monaco spagnuolo della prima metà del secolo V.

In essa relazione è detto, che partito dal porto danese di Haethum (Heidaba in Adamo di Brema, Schleswig della geografia moderna), Vulfstano giunse, navigando di continuo per sette giorni e sette notti, alla città di Truso, posta sulle rive di un bacino detto Estmere. In questa navigazione egli ebbe sulla destra il Veonothland sino alla foce di un grandissimo fiume detto Visla, e sulla sinistra le terre (od isole) di Langaland, di Laaland, di Falster e di Sconeg, appartenenti alla Danimarca, quindi il Burgendaland, governato da un re proprio, ed i paesi di Becinga, di Meore, di Eowland e di Gotland, che appartengono agli Sveoni. Al di là della Visla si estende il Vitland, che fa parte dell’Estum. L’Estmere è largo per lo meno 15 miglia, e riceve, oltre la Visla, le acque dell’Ilfing, fiume che viene dall’Estland: e siccome la Visla to-


  1. Hallstèn, Das Grossenfürstenthum Finnland, nel Giornale della Società geografica di Berlino, 1871, pag. 113.